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Partiamo dalla realtà: 5.000 cittadini in soli 10 giorni contro le restrizioni al gioco
27-03-2017
 Partiamo dalla realtà

5.000 cittadini in soli 10 giorni contro le restrizioni al gioco

 Dice Alessandro Cavo, Vice Presidente Vicario ASCOM-CONFCOMMERCIO e Presidente FEPAG:

 “Come abbiamo detto più volte il tema del gioco non può essere affrontato in maniera pregiudiziale e semplicistica. Se c’è la possibilità che, in alcuni casi, il giocatore accanito possa trasformarsi in un ludopate questo non è affatto un fenomeno comune e non c’è alcuna causa di necessità tra la possibilità di giocare e la ludopatia.

 E’ come dire che siccome si vende il vino nei negozi nasce l’alcolismo e, se ne vietasse la vendita, sparirebbe il problema dell’alcolismo. E’ semplicemente un sillogismo che non regge!

 La storia ci insegna che il proibizionismo ha fallito ovunque è stato attuato, causando solamente la fuoriuscita di certe possibilità dai canali della legalità per farli approdare a quelli dell’illegalità e, in molti casi, della malavita”.

 Prosegue Giorgio Pastorino, Presidente F.I.T. Federazione Italiana Tabaccai:

 “Nel novembre scorso abbiamo voluto fare un test chiedendo ai di sottoscrivere un nostro sondaggio. In soli 10 giorni si sono messi in fila oltre 5.000 cittadini che, con carta di identità in mano, hanno firmato per la loro libertà di “scegliere, giocare e pensare” proprio contro le restrizioni previste dagli enti locali. Considerando 500 firme al giorno è immediato immaginare quante firme sarebbero arrivate in un lasso di tempo più ampio.

 Abbiamo chiesto loro di spiegarci meglio la loro scelta ed è emerso che i cittadini sono molto preoccupati per la possibile chiusura degli esercizi e dei tabaccai sotto casa e la conseguente immediata perdita di posti di lavoro.

Ci teniamo a precisare che la legge regionale impatta su tutti i tipi di gioco pubblico (dal lotto al totocalcio), di cui le slot sono solo una minima parte.

 Non è certo vietando tutto questo che si ragiona in termini seri di contrasto alla ludopatia”.

 Concludono Cavo e Pastorino:

 “Chiediamo nuovamente ai politici di prestare la dovuta attenzione a fenomeni negativi come le malattie da gioco, ma di individuare le soluzioni generali in dimensioni ad essi adeguate e, dall’altra parte, di dare attenzione all’importanza proprio del rapporto tra cittadino e commerciante come quello che crea una comunità che abbia in sé gli anticorpi per proteggersi da possibili derive. Ricordiamo che nell’affrontare la delicatezza di fenomeni come questi è, prima di tutto, utile partire dal raccogliere il parere di chi ogni giorno vive queste situazioni (cosa che noi abbiamo fatto) per arrivare a gestire in maniera consapevole le situazioni poiché sono molte le dinamiche e le sfaccettature coinvolte

Il metodo dell’azione con il semplice “colpo di spugna” generalizzato su tutto il gioco pubblico, a prescindere dal contesto e dalle modalità in cui è fruibile, ci mette di fronte al rischio che a fare le cose esclusivamente di principio si dimentichi la realtà e si creino importanti effetti negativi non previsti.

 Anche per quanto riguarda le campagne elettorali suggeriamo di concentrarsi su temi più concreti e realistici in cui spendersi. Invece che su meri vessilli da innalzare nel vento di un qualunquismo dilagante”.
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