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Confcommercio Genova e CIV Sestri Ponente: presentata istanza di sospensione della Conferenza dei Servizi per l’insediamento di Esselunga

In data 28 marzo, Confcommercio Genova e il CIV Confcommercio Sestri Ponente hanno presentato un’istanza formale volta a richiedere la sospensione della Conferenza dei Servizi attualmente in corso per l’approvazione dell’intervento di insediamento di Esselunga a Sestri Ponente. L’istanza si fonda su tre motivazioni principali.

La prima riguarda la pendenza di due ricorsi al TAR Liguria promossi da imprese aderenti a Confcommercio Genova. I ricorsi impugnano la delibera di approvazione della variante urbanistica, l’autorizzazione paesaggistica e l’autorizzazione idraulica rilasciate per l’intervento, oltre alla richiesta di inefficacia dell’apposita SCIA presentata da Esselunga, sollevando rilievi in merito alla compatibilità del progetto con la pianificazione vigente e all’impatto dell’opera sul contesto urbano ed economico locale. Si tratta di procedimenti giurisdizionali tuttora aperti, la cui definizione potrebbe incidere in modo determinante sulla legittimità dell’intervento stesso.

L’associazione evidenzia di aver già rilevato in Conferenza che l’intervento di insediamento di Esselunga doveva fin dall’inizio configurarsi come una vera e propria variante al PUC, ma è stato invece trattato come aggiornamento allo strumento urbanistico. La variante doveva avere un iter diverso, con un apposito passaggio in Consiglio comunale e con la pubblicazione delle eventuali osservazioni. Questo necessario iter deriva dalle sentenze del TAR Liguria n. 1092/2016 e del Consiglio di Stato n. 3315/2018. Sulla base delle stesse il Comune di Genova avrebbe dovuto verificare se l’insediamento di una GSV o di una MSV presso il Settore 01 del Distretto di Trasformazione Nuova Sestri fosse compatibile con la riqualificazione dello stesso.

Non solo: l’insediamento è anche contrario alla Legge Regionale Liguria n. 1/2007, che impone l’applicazione della fascia di rispetto di 800 metri attorno ai centri storici, oltre a non rispettare la normativa in materia di distanza dai corsi d’acqua: per alcune opere è prevista la realizzazione dentro la fascia di inedificabilità assoluta regolamentata dal R.R. in materia, del 2011, e dall’art. 96 del Regio Decreto 523 del 1904.

La seconda motivazione su cui poggia l’istanza concerne l’esigenza di ulteriori approfondimenti sull’impatto ambientale dell’intervento: in particolare, vengono richiamati i sospetti già emersi in sede istituzionale in merito alla possibile presenza di concentrazione di cromo esavalente nelle acque sotterranee dell’ex area Cognetex, per cui è già stata presentata dalla Confcommercio richiesta formale di accesso agli atti agli organi competenti. Il cromo esavalente è uno dei più importanti e pericolosi inquinanti ambientali: se venisse accertato un superamento della soglia di rischio, è opportuno evidenziare che la normativa imporrebbe un progetto di bonifica dell’area.

Infine, l’istanza sottolinea l’opportunità di un supplemento di prudenza alla luce delle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il contesto politico-amministrativo regionale, nell’ottica di garantire massima trasparenza e correttezza nell’iter procedurale in corso.

“L’insediamento di una grande struttura di vendita come quella prevista a Sestri, su cui abbiamo manifestato contrarietà fin dall’inizio, rischia di compromettere definitivamente l’equilibrio commerciale di un quartiere già in forte sofferenza – dichiara Alessandro Cavo, presidente Confcommercio Genova -. Non siamo contrari al cambiamento ma riteniamo che la salvaguardia del commercio di prossimità debba rappresentare una priorità assoluta nelle politiche di sviluppo urbano”.

“Questa non è una battaglia ideologica né una contrapposizione a un singolo marchio – aggiunge Monia Modarelli, presidente del CIV Confcommercio Sestri Ponente -. È una difesa concreta di un modello di città vivo, con negozi aperti, relazioni sociali attive e sicurezza diffusa. La grande distribuzione all’interno di quartieri storici rischia di generare squilibri irreversibili”

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