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GIOCO D'AZZARDO: LA POLITICA PARTA DALLA REALTA’
15-03-2017
 LA POLITICA PARTA DALLA REALTA’

 Abbiamo letto con attenzione i punti di vista espressi in questi giorni da alcuni politici relativamente alla ludopatia e all’applicazione della Legge Regionale sul gioco d’azzardo.

Ci permettiamo di offrire un contributo che pensiamo possa essere utile per una valutazione del problema.

Le nostre imprese ci segnalano che la stragrande maggioranza di queste persone sono cittadini qualunque, che cercano semplicemente piccoli momenti di svago e divertimento, tranne rarissimi casi in cui si verificano situazioni particolari sulle quali gli operatori possono intervenire direttamente.

Indubbiamente si tratta di un’attività che porta un guadagno importante per gli operatori economici, tale che, in alcuni casi, finisce per rappresentare una parte considerevole dell’introito indispensabile per la tenuta economica dell’azienda e, quindi, anche per far fronte a quanto dovuto per il reddito dei dipendenti.

Il settore del commercio, del turismo e dei servizi rappresenta infatti ancora in Liguria e a Genova un importantissimo motore dell’economia e della società, che per fortuna offre ancora opportunità lavorative di rilievo sia agli imprenditori che ai lavoratori dipendenti.

Per affrontare invece il tema della ludopatia bisogna fare una fondamentale distinzione. La ludopatia si verifica quando il gioco raggiunge livelli di cronicità e di assiduità tali da diventare una dipendenza, quindi rappresenta un tema da affrontare in termini più generali sociali e medici.

Ma, nella stragrande maggioranza dei casi, questa situazione non ha nulla a che vedere con i clienti delle piccole imprese (bar, tabaccherie, ecc…) diffuse sul territorio.

In tali realtà infatti l’osservazione e lo sguardo degli esercenti e dei loro dipendenti è proprio il miglior modo per evitare gli eccessi ed avere la garanzia che non si sviluppino forme di ludopatia. L’esempio dell’esercente del bar che evita di somministrare alcol a persone in evidente stato di alterazione, rappresenta l’efficacia di poter contare sulla presenza dell’operatore come elemento di responsabilità e controllo.

Con la stessa logica di questo aspetto della legge sull’alcol, in cui l’esercente diventa anche responsabile, bisognerebbe ragionare nei confronti del gioco d’azzardo. Ovvero puntare sul reciproco coinvolgimento tra chi gioca e chi offre la possibilità di giocare, in modo che si possa mantenere più facilmente il tutto all’interno di una dinamica di semplice svago controllato.

Chiediamo ai politici di prestare la dovuta attenzione a fenomeni negativi come le malattie da gioco, ma di individuare le soluzioni generali in dimensioni ad essi adeguate e, dall’altra parte, di dare attenzione all’importanza proprio del rapporto tra cittadino e commerciante come quello che crea una comunità che abbia in sé gli anticorpi per proteggersi da possibili derive.

Ricordiamo che nell’affrontare la delicatezza di fenomeni come questi è, prima di tutto, utile partire dal raccogliere il parere di chi si confronta ogni giorno con queste situazioni per arrivare a gestire in maniera consapevole le situazioni poiché sono molte le dinamiche e le sfaccettature coinvolte.

Il metodo dell’azione con il semplice “colpo di spugna” generalizzato sulle macchinette, a prescindere dal contesto e dalle modalità in cui sono fruibili le stesse e vengono utilizzate, ci mette di fronte al rischio che a fare le cose esclusivamente di principio si dimentichi la realtà e si creino effetti importanti negativi non previsti.
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